Itinerari

Itinerari
Quello che vi suggeriamo è un itinerario con partenza da Sassari che si svolge in un territorio dai contorni indefiniti, che sfumano a est e a sud-est nel Meilogu, a sud nel "paese di Villanova" e a sud-ovest e a ovest nell'Algherese. Marcata è la caratterizzazione paesistica, con un ambiente d'altopiano - interrotto da due laghi artificiali - che nella cosiddetta Alvenia sarda assume aspetti di singolare vivacità. Il percorso è quasi tutto su strade statali: la superstrada 131, di Carlo Felice, poi la 131 bis e la 127 bis.
La statale 131, oltrepassato lo svincolo di Scala di Giocca, piega a SE e procede rettilinea nella Piana di Campomela,bagnata dal Rio Màscari; sulla d., in alto, gli abitati quasi contigui di Mùros e Cargeghe. Segue, Km 10,9, il bivio a d. per Muros, 300 m oltre il quale si dirama a sin. la strada per i Bagni di S. Martino m 261.
Vi sgorgano da un breve pianoro trachitico alcune sorgenti di acqua alcalino-bicarbonato-sodica, di gusto leggero e piacevole. Nei pressi si sono rinvenute le tracce di un pozzo sacro nuragico, mentre 1 Km più avanti si trovano i Bagni di Montes m 252.

Si superano a sin. la stazione di Campomela della ferrovia Sassari-Chilivani e la cantoniera omonima, al di là delle quali il rettifilo - dominato sullo sfondo dall'aguzzo profilo della collina calcarea di Can' e chervu - finisce, Km 13.8, allo svincolo da cui parte la statale 597. Da qui la "Carlo Felice", curvando a d., sale a mezza costa le pendici dell'altura di Codrongianos, che si vede di fronte. Più avanti, una breve diramazione a d. conduce a Florinas: il paese merita attenzione per alcune architetture religiose di bell'aspetto e per il parco archeologico. Interessante è soprattutto il settecentesco complesso (chiesa, canonica e oratorio della "Crescixedda") della parrocchiale dell'Assunta, su impianto più antico, con pregevoli altari lignei che arredano alcune delle cappelle coperte a crociera.
Seguendo da Florinas verso S la strada per Banari, dopo 7,3 Km si incontra la chiesetta di origine medievale di S. Maria de Sea m 190, che era annessa a un monastero di Camaldolesi; i festeggiamenti in onore della Madonna vi si tengono il 7 e l'8 Settembre.

Descrivendo lunghi rettilinei cominciano a stagliarsi di fronte a noi le alture tabulari del Logudoro e del Meilogu. La piana che si attraversa, detta Campu Lazzaru, è interessata da un comprensorio di bonifica che si estende su 1825 ha e riguarda i comuni di Codrongianos, Florinas, Siligoe Ploaghe. Come finisce Campu Lazzaru, la strada volge verso una grande conca aperta ai pedi del Monte Santo, il cui profilo caratteristico, da "altare vulcanico", emerge avanti a sinistra.
Un altro itinerario lineare è di collegamento fra il Sassarese e il Logudoro, di cui si percorre dopo Ploaghe il margine settentrionale, in un paesaggio solitario e severo, con vaste distese a pianoro o mollemente ondulate, dove sulle coltivazioni prevale l'ambiente dei pascoli. È soprattutto l'itinerario delle chiese romaniche, che sgranano qui, in una fascia territoriale lunga poco più di una ventina di chilometri, un rosario di abbagliante bellezza: la SS. Trinità di Saccargia, S. Michele di Salvènero, S. Maria del Regno e S. Antioco di Bisarcio, tutte modellate durante il XII secolo secondo movenze stilistiche in maggiore o minore misura riconducibili all'architettura pisana, costituiscono una concentrazione monumentale che non ha riscontro in nessun'altra area della Sardegna.

Testi di Paolo Melis